In Aste Bolaffi abbiamo salutato il 2025 ricordandolo come un anno a due facce: intenso ed emozionante sotto il profilo dei risultati, ma anche profondamente segnato da una grave perdita in azienda.
È stato l’anno in cui ci ha lasciato mio padre, Alberto Bolaffi, fondatore della casa d’aste nel 1989, che con coraggio e lungimiranza affiancò Aste Bolaffi alla storica attività commerciale di famiglia, attiva fin dal 1890. Per un beffardo destino non ha potuto celebrare con noi l’anno record 2025, chiuso con un giro d’affari complessivo di 49.054.477 euro, risultato che per il terzo anno consecutivo ci consente di consolidare il primo posto nel mercato delle case d’asta italiane (Fonte: Plus 24 – Il Sole 24 Ore, 10.01.26).
Questo traguardo, che rappresenta il nostro record assoluto, è stato raggiunto grazie a numerose piccole transazioni, ad alcune più significative e a due top lot. Infatti per ben due volte nel corso dell’anno Aste Bolaffi ha stabilito il proprio nuovo record per singolo lotto: in primavera con un’opera di Fernand Léger, Nature Morte (Contrastes de Formes), venduta per 2.142.750 euro (diritti inclusi) e, a pochi mesi di distanza, con un anello di Bulgari con diamante fancy intense pink da 3,18 carati, aggiudicato per 2.260.750 euro (diritti inclusi). Due risultati incredibili che ci rendono particolarmente orgogliosi e che pongono nuove e ambiziose sfide per il futuro. Con soddisfazione osservo però che queste due aggiudicazioni rappresentano meno del 10% del giro d’affari complessivo della casa d’aste, a dimostrazione della solidità della nostra maison nel suo business tradizionale volto a valorizzare al meglio una moltitudine di diversi oggetti.
Il 2025 ha anche segnato la nascita di due nuovi dipartimenti, Arte Orientale e Music Memorabilia, a completamento di un’offerta sempre più ricca per soddisfare in modo specialistico le esigenze di conferenti e acquirenti. Anche l’apertura di una seconda sede a Roma, in piazza San Claudio, che si affianca a quella storica di via dei Condotti, nasce dalla volontà di offrire un servizio sempre più completo e sofisticato al pubblico di Roma e del Centro Italia in generale. Nella nuova sede lavorano alcuni specialist, come per il dipartimento gioielli, e altri sono disponibili a effettuare valutazioni su appuntamento, in spazi ampi e prestigiosi, dotati della necessaria privacy che da sempre ci contraddistingue.
Anche il nuovo anno si presenta ricco di appuntamenti e sfide importanti. Osservo con attenzione la geopolitica e i trend macroeconomici che a volte in modo diretto, e più spesso indiretto, influenzano i nostri mercati. Per esempio l’ultimo, solo in ordine cronologico, riguarda il Venezuela, apparentemente terra lontana e marginale per il mercato dell’arte, ma che invece porta con sé effetti dirompenti destinati ad avere conseguenze rilevanti sul modo in cui la ricchezza globale si ridistribuirà, una parte della quale confluisce anche nel circuito delle aste.
Il processo mondiale di “dedollarizzazione”, già da tempo chiaramente in atto ma oggi più intenso che mai, non solo incide sui prezzi dei metalli preziosi, direttamente protagonisti di alcune nostre aste, ma crea pressioni anche su altri hard asset, che si trasformano di colpo da oggetti da collezione anche in beni da investimento.
I mercati finanziari si trovano sui massimi storici e hanno generato una immensa quantità di ricchezza, parte della quale però si è riversata anche su beni che non necessariamente poggiano su una domanda strutturale solida. Questi asset rischiano quindi di essere, o di diventare a breve, “in bolla”, con valutazioni che già nel 2026 potrebbero scendere in modo improvviso e significativo.
Queste solo alcune considerazioni apparentemente lontane, ma che sia chi vuol vendere un oggetto, sia chi vuole comprarlo, deve attentamente considerare e noi in Aste Bolaffi abbiamo gli strumenti per offrire i giusti consigli. Quanto appena accennato a livello mondiale sembra distante dalla quotidianità del collezionismo domestico, che essendo locale e muovendo volumi marginali, effettivamente non è toccato. Ma in un mondo sempre più globalizzato e in cui Aste Bolaffi transa circa il 50% del volume d’affari con compratori stranieri, non ci si può illudere di essere impermeabili alle dinamiche del contesto internazionale.
Per il 2026 nutro quindi un misto di preoccupazione per il rischio di qualche evento mondiale dirompente che possa stravolgere repentinamente il mercato, e di ottimismo, consapevole che nelle turbolenze esistono sempre delle opportunità. Storicamente infatti gli oggetti da collezione hanno rappresentato un’ancora di salvezza per chi in difficoltà si è trovato a doverli vendere e un bene rifugio per chi vi ha riposto la propria ricchezza.
Noi come casa d’aste leader in Italia e presente a livello internazionale, sia con le nostre società “sorelle” inglesi e spagnole, sia con rapporti privilegiati con partner internazionali, siamo posizionati per poter assistere tutte le esigenze, sperando comunque che questo evento dirompente in realtà non si verifichi e che anche nel nuovo anno si possa lavorare in serenità e ottenere risultati sempre migliori grazie alla vostra fiducia.
Buon 2026 e buone aste a tutti,
Filippo Bolaffi
A.D. – Aste Bolaffi S.p.A.