L'INCANTO DEL VEDUTISMO. IL SETTECENTO A VENEZIA


Guardi, Canaletto, Carlevarijs, Bellotto, Jacopo e Michele Marieschi sono solo alcuni dei nomi dei pittori che ci hanno tramandato il fascino del Settecento veneziano. I loro dipinti incantano nei giochi prospettici; sono opere d’arte che con i loro colori chiari e luminosi restituiscono agli occhi di chi li guarda l’ineguagliabile luce di una città unica al mondo. Proprio la moda delle “vedute”, scoppiata a Venezia nel Settecento, prende la forma di un “must” artistico nei salotti di ogni ricco e nobile signore d’Europa. La Serenissima si presenta straordinaria nelle rappresentazioni artistiche con i suoi palazzi, campielli, canali, mercati, gondole, festeggiamenti e le sue chiese, che inondate di luce la rendono abbagliante, brillante e gioiosa spalancando le porte al suo secolo d’oro. Venezia insomma diventa il mito del “grand tour” europeo.
Ed ecco allora Canaletto, Guardi e Marieschi, vere star del genere, che immortalano il volto e l’atmosfera straordinaria di Venezia, della sua vita quotidiana e delle sue feste. Le loro vedute non sono soltanto riproduzioni autentiche della realtà, ma piuttosto il frutto di una personale visione resa viva da una virtuosissima tecnica con pochi precedenti. La loro Venezia è una bella unione fra la particolare “forma urbis” e la realtà sociale della città.
Aste Bolaffi è lieta di poter presentare per la prossima asta una piccola ma raffinata scelta di opere dedicate proprio a quel celebre “vedutismo” veneziano. in primis ci saranno le Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da antonio Canal del 1735-44 circa, opera che contiene la rarissima suite completa di 31 acqueforti stampate su 18 fogli raffiguranti scorci di Venezia, mestre e Padova. La loro raccolta in album fu voluta e commissionata dal console britannico presso la Serenissima, Joseph Smith, grande conoscitore e collezionista e importante mecenate di Canaletto, parte della cui collezione venne acquistata nel 1762 dal sovrano inglese Giorgio III.
Le Vedute altre prese saranno affiancate dalla non meno rara Urbis Venetiarum prospectus celebriores nella prima edizione completa di Pasquali del 1742. L’opera, divisa in tre parti, contiene la strepitosa suite di 38 vedute di Canaletto immortalate nelle incisioni di Antonio Visentini. Quest’ultimo, per sottolineare il loro sodalizio, fece aggiungere all’edizione il doppio ritratto di entrambi. Accanto alle incisioni riproducenti le vedute di Canaletto commissionate sempre da Smith ci sono dieci vedute del Canal grande e due del molo, e infine dieci “campi” di Venezia e due riprese della piazza San Marco.
Di grande rarità anche l’opera di michele marieschi, Magnificentiores selectioresque urbis Venetiarum prospectus del 1741, album di carattere divulgativo dedicato in 21 incisioni alle “magnificenze” di Venezia. Pur partendo dai presupposti canalettiani, marieschi acquista presto una sua fisionomia artistica individuale, con capricci e fantasie tra insenature di laghi, fiumi, lagune, paesaggi boschivi, rocciosi, disseminati di castelli, rovine, case rustiche o villaggi lontani perduti in una rosea atmosfera.
Sono proprio le opere di questi famosi vedutisti settecenteschi che hanno immortalato per sempre l’immagine della Serenissima raccontando lo splendore unico della città lagunare.

L'ASTA