CON GUFRAM E SUPERSTUDIO IL DESIGN ITALIANO DIVENTA INTERNAZIONALE


Tra la metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, l’Italia del design cambia linguaggio. Dopo la stagione della ricostruzione e del miracolo economico, il benessere diffuso convive con le tensioni della contestazione. I giovani progettisti non si limitano più a disegnare oggetti belli e funzionali, ma trasformano arredi, materiali e ambienti domestici in strumenti critici, ironici, provocatori.

Torino, in questa storia, occupa un posto particolare. Non è soltanto la città dell’industria e della Fiat, ma anche un laboratorio sotterraneo di sperimentazione artistica e architettonica. Negli spazi del Piper, nato sull’esempio del celebre locale romano ma presto orientato verso una ricerca più sperimentale, la notte diventa terreno di incontro tra musica, performance, arte e politica. È dentro questo clima che maturano esperienze come Gufram e il Gruppo Strum, protagoniste di una stagione in cui il progetto non produce soltanto oggetti, ma esperienze, provocazioni, giochi percettivi. Qui anche un materiale urbano e quotidiano come il porfido delle strade torinesi può essere trasformato in una seduta morbida, paradossale, domestica.

Nel 1972 la mostra “Italy: The New Domestic Landscape” al MoMA di New York consacra questa svolta, portando il design italiano su una scena definitivamente internazionale. Al fianco di figure molto conosciute, come Gae Aulenti, Mauro Bellini, Guido Drocco e Franco Mello, trovano spazio nuove realtà ed esperienze diverse, dalla Torino radicale di Gufram alle visioni concettuali di Superstudio. Loro mostrano al mondo un nuovo modo di intendere la casa: non più soltanto spazio dell’abitare, ma paesaggio mentale, politico e culturale.

Gufram e le sedute anticonformiste

A Torino, l’azienda Gufram diventa uno dei laboratori più originali del radical design, con arredi in poliuretano espanso dal carattere scultoreo, ironico e provocatorio. Attorno al marchio si raccolgono alcune delle esperienze più vivaci dell’anti-design italiano: Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso, figure centrali del Gruppo Strum, Guido Drocco e Franco Mello, autori del celebre "Cactus", Piero Gilardi e Studio 65, protagonista di una ricerca pop, visionaria e anticonvenzionale. Con Gufram il progetto diventa strumento critico e politico: non più semplice mobile, ma oggetto-sorpresa, scultura domestica, provocazione da abitare.

Tra i lotti nel catalogo dell’asta di design del 19 maggio 2026, organizzata da Aste Bolaffi, spiccano due arredi Gufram di quel periodo. Le poltrone “Wimbledon” del 1974, ideate da Ceretti, Derossi e Rosso, sono sedute componibili dal forte impatto visivo. La struttura in tubo di metallo cromato sorregge ampie basi imbottite rivestite in tessuto verde, modulabili e dotate di cuscini-schienale rimovibili. Il nome e il design rimandano ironicamente a un metro quadrato di prato del campo da tennis di Wimbledon, trasformandolo in un’arena di relax domestico e provocatorio.

Poltrone Wimbledom di Gufram

Massolo” è invece una seduta realizzata da Piero Gilardi per Gufram nel 1974. A prima vista è un blocco apparentemente pesante di porfido; in realtà si tratta di poliuretano espanso lavorato e dipinto. L’illusione del materiale è sottolineata dalla scritta “PORFIDO” incisa sulla superficie. Questa paradossale contraddizione incarna l’etica del vero e falso di Gufram. La percezione di durezza del porfido viene ironicamente tradita dalla sorprendente comodità della schiuma e dalla leggerezza del blocco.

Massolo di Piero Gilardi per Gufram

Superstudio e la serie “Quaderna”

Il collettivo fiorentino Superstudio fa dell’ideologia la propria cifra. Nel 1972 porta al MoMA un’installazione architettonica, ribadendo come gli istogrammi di architettura e il concetto del monumento continuo derivassero da un reticolo spaziale ortogonale. Da questa visione nasce la serie Quaderna, sviluppata da Superstudio tra il 1969 e il 1972 e messa in produzione da Zanotta nel 1972. Si tratta di arredi architettonici basati su un unico motivo grafico: tutte le superfici (piani, gambe, fianchi) sono rivestite di laminato bianco stampato a quadretti neri con interasse regolare di 3 cm. Il pattern geometrico, concepito internamente come la matrice, richiama l’ordine urbanistico di una griglia cittadina. Ne risulta un paesaggio artificiale espandibile, un unico piano quadrettato all’infinito, declinabile in tavoli, sedie, panchine, armadi e altri elementi d’arredo.

Tavolo Quaderna di Superstudio

Tra i lotti in vendita da Aste Bolaffi compaiono proprio due tavoli Quaderna del 1971, con struttura in legno tamburato ricoperto di laminato plastico bianco a quadretti neri. Questi arredi incarnano il linguaggio radicale di Superstudio, fatto di rigore concettuale e austera coerenza formale, e simboleggiano il salto del design italiano in un orizzonte globale. Alla stessa stagione appartiene anche la lampada Passiflora, realizzata da Superstudio per Poltronova e presente nel catalogo d’asta.

Aste Bolaffi, 19 maggio 2026: i migliori lotti di design in vendita all’asta

L’asta di design del 19 maggio diventa anche l’occasione per attraversare una stagione in cui il mobile italiano smette di essere semplice funzione e diventa linguaggio, provocazione, paesaggio domestico. Dai reticoli di Superstudio alle sedute anticonformiste di Gufram, il catalogo racconta il momento in cui il design italiano imparò a parlare al mondo.

L’asta si svolgerà dal vivo martedì 19 maggio a Torino presso lo Spazio Bolaffi di corso Verona 34/D in due sessioni, mattutina a partire dalle 11.30 e pomeridiana dalle 14.30, e verrà trasmessa in streaming con possibilità di partecipare anche in modalità Internet live. I lotti sono esposti da giovedì 14 maggio a martedì 19 maggio, domenica esclusa, a partire dalle ore 10.00 fino alle 18.00.


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