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D’Annunzio, Gabriele. Lunga lettera autografa firmata, sei pagine
in quarto, ‘del Palazzo: 17 settembre 1919’ su carta intestata Ardisco
non ordisco. Indirizzata ai ‘Fratelli’ triestini, la lettera trova il Vate a
scrivere come ‘Sua Indecenza la Degenerazione adiposa si propone di
affamare i bambini e le donne che con bocche santificate gridano: Viva
l’Italia! [...] noi siamo risoluti a rimanere nella Città Olocausta contro
ogni avversità di fortune e di uomini [...] La sacrificata Fiume insegna il
sacrifizio. Chi per lei si sacrifica sarà benedetto. E ricordatevi, o fratelli
triestini, che Fiume oggi custodisce la grande bandiera battezzata
nell’acqua capitolina e destinata alla Torre di San Giusto’. Nel lotto
anche bel ritratto fotografico del poeta con sua firma autografa.

€ 1.000

716
D’Annunzio, Gabriele. Paio di lettere autografe firmate, la prima
indirizzata a Francesco Paolo Michetti, 1 pagina in ottavo, su carta
intestata della Camera dei Deputati, l’altra 3 pagine in ottavo
indirizzate ad una ‘Mia cara amica’ cui il Vate invia belle parole di
conforto: ‘Il vostro dolore deve avere un volto di divina bellezza.
Domani ricorre la festa del nome che portiamo entrambi. Dalla mia
finestra vedo la prossima collina tutta argentea e rosea di mandorli e di
peschi in fiore. Col desiderio porto ai vostri piedi tutta la fresca fioritura
[...] Ave, Gabriel’.

€ 300

717
D’Annunzio, Gabriele. Paternalistica lettera autografa firmata,
indirizzata al figlio, ‘Mio caro Gabriele’, 3 pagine in quarto, datata 28
novembre 1902 dall’Hotel Cavour. ‘Sono a Milano, vestito di gelo e di
nebbia e di malinconia’ ma sempre pronto a spronare il figlio agli studi:
‘Vedo che seguiti ad accarezzare la dolce mediocrità. Di tratto in tratto
tu mi fai una dissertazione ingegnosa del 6 o del 7! Studia, lavora,
vinci, e ricomincia ogni giorno il tuo sforzo di volontà moltiplicata’.

€ 300

718
D’Annunzio, Gabriele. Rara lettera autografa firmata indirizzata
al ‘Carissimo Ciccillo’ ovvero il pittore Francesco Paolo Michetti, 4
pagine in ottavo, datata ‘12 maggio ‘91’. Dilungandosi sull’opera della
poetessa Rosa Vignozzi, amica comune, D’Annunzio loda la sua poesia
e dichiara che ‘in questi tempi di analisi acute e crudeli, bisogna che
anche il poeta abbia il coraggio di qualche introspezione violenta’.

€ 300

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